Etiquetas

, , , ,

MilanesianaLA MILANESIANA

1 luglio – 7 settembre 
Pinacoteca di Brera

Sale XXIX-XXX
Via Brera 2
Milano

In occasione dell’inaugurazione della mostra l’ingresso alla Pinacoteca di Brera sarà gratuito dalle ore 16.45 alle ore 19.15

Cena di López García Cena in Emmaus di Caravaggio

Nell’ambito della XV edizione del Festival La Milanesiana Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia e Teatro, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, martedì 1 luglio alle ore 17:30 sarà inaugurata presso la Pinacoteca di Brera, Sala della Passione e Sale XXIX-XXX, la mostra “Antonio López García, Caravaggio. Cena per due, pittura della realtà”. Sarà presente per un saluto istituzionale il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. Interverranno: il Maestro Antonio López García, la Soprintendente e Direttore della Pinacoteca di Brera Sandrina Bandera, Vittorio Sgarbi, la curatrice Manuela Piccarreta.

Definito come “il più grande dei pittori realisti” da Robert Hughes nel “New York Times” o semplicemente “il più grande artista vivente” da Vittorio Sgarbi- e individuato giovanissimo dal critico Giovanni Testori-Antonio López García ha dichiarato recentemente che “siamo nel crepuscolo. Gli Dèi sono andati via” rivendicando la grandezza che solo l’essere umano può dimostrare nella quotidianità. La Cena rappresenta un momento della vita quotidiana ed è occasione per rivendicare il diritto a raccontare la vita così come ci è donata, nell’incessante trasformarsi della materia che impedisce all’artista di terminare l’opera. Grazie ad un inedito allestimento che vede La Cena di López García di fronte alla Cena in Emmaus di Caravaggio, il pubblico assisterà a un dialogo senza precedenti tra due Maestri della realtà, a partire da un soggetto iconografico caro anche all’Expo 2015.

Il 1 luglio alle ore 15.00, presso lo Spazio Oberdan, sarà proiettato il film El sol del membrillo che il grande regista spagnolo, Victor Erice, ha voluto dedicare al Maestro López García.

Antonio López García nasce a Tomelloso (Castilla La Mancha) il 6 dicembre del 1936. Nell’isolamento culturale della Spagna di Franco viene scoperto da suo zio, il pittore Antonio López Torres. A soli 13 anni è a Madrid, dove presto diviene lo studente più acclamato dell’Accademia di San Fernando, accolto affettuosamente dai colleghi più grandi della Escuela madrileña. Nel 1956 viaggia in Italia assieme allo scultore Francisco López. Rimane affascinato dai Maestri italiani, ma tornato in Spagna si avvicina definitivamente alle proprie radici, rivalutando i Maestri spagnoli, soprattutto Velázquez e Sánchez Cotán. Avvicinato dalla critica al gruppo realista madrileno, e posteriormente – tra gli anni sessanta e settanta – all’Iperrealismo americano, Antonio López García possiede uno stile anacronistico e una tecnica incontaminata. Nel 1992 il regista Victor Erice realizza un film documentario ispirato al moto creativo che lo spinge a dipingere un albero. La celebre frase “Un’opera non si finisce mai, arriva al limite delle proprie possibilità” si presta a diventare il suo manifesto poetico. Tra i premi più prestigiosi ricordiamo il Principe de Asturias nel 1985 e il Velázquez nel 2006.